RENATO GIORDANELLI

RENATO GIORDANELLI

Renato Giordanelli - Sviluppatore, Grafico e Fotografo

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A ► SVILUPPATORE

Caro vecchio HTML

Tutto è iniziato al liceo scientifico, quando mi imbattei per la prima volta nel linguaggio di markup HTML 4. Ricordo ancora quel momento: poche righe di codice, un salvataggio in .html con il blocco note… e davanti ai miei occhi compariva una pagina web. Una magia semplice, ma sufficiente a farmi capire che quello sarebbe stato il mio mondo.

E poi c'è stato il mio primo "vero" errore da programmatore. Avevo passato un pomeriggio intero a cercare di capire perché la mia pagina non mostrasse correttamente un titolo. Provai di tutto, persino a riscrivere il file da zero. Alla fine scoprii che avevo dimenticato di chiudere un tag. Un semplice </h1>. Ci misi mezz'ora per trovare un errore lungo quattro caratteri. Eppure quella piccola frustrazione si trasformò in una grande soddisfazione: capii che il codice non perdona, ma insegna.

Da allora non mi sono più fermato. Negli anni ho approfondito diversi linguaggi e metalinguaggi che oggi costituiscono la base del web moderno:

HTML5 – La struttura di ogni pagina web. Permette di organizzare contenuti, integrare video, audio, form e creare pagine semantiche e accessibili.

CSS3 – Il linguaggio che dà stile: colori, layout, animazioni, effetti visivi. Trasforma una pagina grezza in un'interfaccia piacevole e professionale.

SASS – Un'estensione del CSS che introduce variabili, funzioni e moduli, rendendo il lavoro più efficiente e scalabile.

JavaScript – Il motore dell'interattività. Con JS una pagina prende vita: animazioni, logiche dinamiche, interazioni con l'utente, API e molto altro.

CoffeeScript – Un linguaggio che compila in JavaScript, pensato per rendere il codice più leggibile, elegante e conciso. Una sintassi pulita che permette di concentrarsi sulla logica senza perdersi tra parentesi e punti e virgola.

PHP – Il linguaggio server-side che permette di creare siti dinamici, gestire database, autenticazioni, form e applicazioni web complete.

Ma ora basta con l'elenco tecnico: non voglio annoiarvi. Direi che possiamo passare alla lettera B.

B ► GRAFICO

Spesso mi rilassa

In questo caso mi vennero in soccorso i software open source: GIMP, Inkscape e Darktable. Con loro ho scoperto tre mondi affascinanti: la pixelosità poetica del bitmap, la precisione del vettoriale e la libertà del RAW. Ricordo ancora la prima volta che aprii un file RAW in Darktable: pensavo di aver sbagliato esposizione, invece era solo la foto "nuda", pronta per essere scolpita. Una sensazione quasi artigianale.

Poi, per questioni di precisione e velocità, ho virato verso l'ecosistema Adobe. Photoshop mi ha insegnato la disciplina dei livelli (e la paura di dimenticare di rinominarli), Illustrator mi ha mostrato che una curva Bézier può essere elegante quanto una pennellata, e Lightroom… beh, Lightroom è stato come passare da una bicicletta a una moto: stesso percorso, ma con un'accelerazione completamente diversa.

Ora sto esplorando il mondo di Affinity, che mi affascina per la sua fluidità e per quel mix di potenza e leggerezza che ti fa pensare: "Ok, questi sanno quello che fanno". Sto riscoprendo il piacere di strumenti che non ti impongono un metodo, ma ti invitano a sperimentare.

E sì, lo ammetto: mi mancano quelle ore passate a modificare gli scatti fatti con la mia Sony Alpha 55V. C'è stato un periodo in cui passavo più tempo a correggere aberrazioni cromatiche che a dormire.

Ma ora basta con la nostalgia, prima che una lacrima cada davvero sulla tastiera. Direi che possiamo passare alla lettera C.

C ► FOTOGRAFO

Grazie Sagem

Dovevo scegliere tra una Playstation e un Sagem myX-6 con fotocamera da 640×480 px. Scelsi il Sagem. Volevo fotografare i miei amici, congelare momenti, creare ricordi. Quelle foto — sgranate, rumorose, spesso storte — sono ancora tutte nel mio archivio (sono più di diecimila), custodite con tre backup e una gelosia degna di un collezionista d'arte. Ogni tanto le riguardo e sorrido: erano brutte, sì, ma erano vere.

Il secondo step fu l'acquisto di una reflex entry level. L'acquistai online da New York… e ricordo ancora bene la sorpresa dei dazi da pagare. Lì si aprì un portale: ISO, apertura del diaframma, focale, regola dei terzi, obiettivi... un mondo intero che fino al giorno prima ignoravo. Ricordo ancora la mia prima foto "seria": ero convinto fosse perfetta, poi scoprii che avevo scattato a ISO 800 in pieno giorno. Rumore ovunque. Ma che soddisfazione premere quel pulsante e sentire quel rumore con il suo iconico specchio semitrasparente fisso.

Chi è appassionato di fotografia lo sa bene: dietro ogni scatto c'è molto più di un click. C'è studio, tentativi, errori, pazienza, e quella strana sensazione di essere sempre a metà tra artista e sperimentatore.